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adidas / maggio 2021

L'IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA

Quando Shauna Coxsey, a soli 3 anni, ha chiesto di poter arrampicare, la sua famiglia non sapeva nulla di questo sport. Ma questo non le ha impedito di diventare la climber britannica più vincente di sempre, e ora punta alla medaglia d'oro.

Shauna Coxsey rappresenta l'avanguardia. La campionessa britannica di maggior successo è stata sul podio della Coppa del Mondo di Bouldering per ben trenta volte, undici delle quali conquistando la medaglia d'oro. Nel 2016 ha ricevuto dalla regina Elisabetta l'alta onorificenza di Membri dell'Ordine dell'Impero Britannico (MBE) per i suoi meriti sportivi e quest'anno gareggerà a Tokyo, al debutto olimpico dell'arrampicata sportiva. L'International Federation of Sport Climbing ha lottato a lungo per includere questo sport, sostenendo che avrebbe aggiunto più brio al programma olimpico. "È davvero emozionante", ha commentato Shauna a proposito della decisione. "Non avrei mai pensato che il climbing sarebbe diventato una disciplina olimpica durante la mia carriera professionale".

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Se volessimo definire le caratteristiche fisiche e mentali necessarie per raggiungere il successo nello sport, ci accorgeremmo che Shauna le incarna tutte: talento innato, concentrazione ferrea e capacità di rialzarsi dopo un fallimento. Nonostante la sua abilità quasi disumana di aggrapparsi alla parete rocciosa, il vero superpotere di Shauna potrebbe essere la sua famiglia. La più giovane di sei fratelli, Shauna è riuscita a incanalare al meglio l'entusiasmo e il sostegno profondo che ha ricevuto dalla sua famiglia fin da bambina, soprattutto quando un infortunio ha interrotto il suo percorso. Anche quando è l'unica sulla parete, non è mai sola.


GLI ALBORI DELLA SUA CARRIERA

Quando aveva solo 3 anni era seduta in braccio al papà a guardare la leggendaria climber francese Catherine Destivelle durante l'arrampicata in solitaria su una scogliera di arenaria in Mali. Ha indicato il televisore e ha chiesto: "Posso farlo anche io?" In realtà il padre non ne aveva idea. Non era un climber e non ne conosceva nessuno, non aveva alcun legame con quello sport ma l'ha portata alla parete d'arrampicata più vicina e per lei è stato amore a prima vista.

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Questo sport era ancora poco conosciuto e le strutture indoor non erano molto comuni nel Regno Unito, ma questo non ha impedito a Shauna di iniziare il suo percorso con il pieno supporto del padre e delle sorelle. Hanno rinunciato ai weekend e alle vacanze per portarla ad arrampicare il più possibile, viaggiando nel Regno Unito per partecipare alle gare. Mike, suo padre, ha perfino imparato a fare l'assicuratore (il climber che si occupa del controllo e della gestione della corda di sicurezza da terra) per evitarle la fila alla lezioni per bambini. A 9 anni ha vinto la sua prima gara, mentre a 13 partecipava già al circuito internazionale giovanile. Ha inoltre iniziato a scalare vie particolarmente difficili che nessun'altra donna britannica aveva mai affrontato prima.

Sono sempre stata molto socievole e ho sempre avuto molti amici, ma il climbing ha preso il primo posto nella mia vita.

Shauna stava iniziando a dedicare la sua vita al climbing, ma per lei non è mai stato un sacrificio. "Sono sempre stata molto socievole e ho sempre avuto molti amici", dice. "Ma il climbing ha preso il primo posto nella mia vita". Non essendo ancora sicura di potersi guadagnare da vivere con questo sport ha sempre dato il massimo a scuola e si è iscritta all'università che poi ha deciso di rimandare per dedicarsi a tempo pieno al climbing.


L'OTTIMISMO COME SCELTA DI VITA

Shauna non si è mai voltata indietro, nonostante la frattura di una gamba avvenuta un mese dopo aver preso quella decisione. Non era il suo primo infortunio, e sicuramente non sarebbe stato l'ultimo, è semplicemente una conseguenza inevitabile di quando si arrampica con quell'intensità. E questa è senza dubbio una delle ragioni per cui ha sempre dominato la scena. Shauna ha sempre preso con filosofia i suoi infortuni, spingendosi addirittura a considerarli come delle opportunità.

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"Quando si pratica uno sport a livello agonistico, non è possibile non infortunarsi, fa parte del gioco", spiega. "Quello che conta è come si affronta l'infortunio. Non so come, ma riesco a gestire bene gli infortuni. Mi sento frustrata per cinque minuti al massimo, ma poi non ho né tempo né energie da sprecare per compatirmi".

L'ottimismo funziona un po' come tutto il resto: più ci si allena e più si diventa bravi.

Per Shauna, quella mentalità è una scelta, piuttosto che una sua caratteristica innata. "È un po' come per tutto il resto: più ci si allena e più si diventa bravi. Sono una di quelle fastidiose persone perennemente ottimiste, ma è una scelta consapevole, sono io che scelgo di avere un atteggiamento positivo. Non viene necessariamente naturale, ma chiunque può riuscirci impegnandosi". Descrive suo padre come un eterno ottimista pieno di entusiasmo, caratteristiche che Shauna trova utili e contagiose. E sin da quando era una bambina, l'ha sempre incoraggiata a riflettere su quello che ha fatto e su dove è arrivata.

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"È difficile restare in panchina. Ma quella prospettiva serve per fare un passo indietro senza lasciarsi assorbire dal mondo circostante, è stimolante e non ha prezzo. Riesci veramente ad analizzare la tua vita. Non appena ti infortuni, la tua attenzione deve passare da quello che stavi facendo a quello che puoi ancora fare e a cui puoi dedicare la tua energia".

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È stato proprio durante uno dei suoi primi infortuni che Shauna ha deciso di concentrarsi veramente sull'arrampicata sportiva. Era sola a casa a guardare i Giochi Olimpici di Londra 2012 con una "tazza di tè e un pranzo pronto" e si sentiva particolarmente giù perché la sua famiglia era andata ad assistere all'evento senza di lei, bloccata a casa dall'infortunio. Vedendo gli atleti britannici fare il pieno di medaglie, ha capito che quello era il livello di successo a cui aspirava ma anche che non sarebbe riuscita a raggiungerlo da sola. La sua famiglia l'aveva aiutata molto fino a quel momento, ma ora aveva bisogno di mettere su un team professionale su cui poter contare.

Ho deciso che non sarei più stata una dirtbag climber, ma un'atleta con un obiettivo ben preciso: diventare la migliore versione possibile di me stessa.

"Ho deciso che non sarei più stata una dirtbag climber, ma un'atleta con un obiettivo ben preciso: diventare la migliore versione possibile di me stessa", afferma. Da quel momento la carriera di Shauna ha avuto una vera impennata. È anche riuscita a trovare l'energia per organizzare un evento per incoraggiare altre donne ad avvicinarsi al climbing. Insieme a Steph Meysner, direttrice della palestra di arrampicata e sua grande amica, ha fondato il Women’s Climbing Symposium.

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UN'ISPIRAZIONE PER LE DONNE

"Ricordo di quando andavo alla parete da arrampicata ed era raro vedere altre donne" commenta Shauna, "adesso invece è così normale". Il suo percorso nel climbing è stato molto singolare, non si era mai accorta delle barriere che molte donne si trovano ad affrontare nello sport fino a quando non ha cominciato a tenere un corso di arrampicata a Liverpool e a sentire sempre le stesse esperienze. Alcune donne erano a disagio ad arrampicare durante il ciclo mestruale, altre di fronte ai propri fidanzati o ad essere più forti di loro, altre ancora invece erano preoccupate di avere troppi muscoli. Ha quindi dato vita al Women’s Climbing Symposium per abbattere queste barriere e fare la differenza per lo sport che le ha cambiato la vita.

Sono sempre emozionatissima quando vado al Women's Climbing Symposium e vedo tutte quelle donne che si impegnano duramente per raggiungere i propri obiettivi.

Dopo 10 anni, l'evento si concentra meno sugli ostacoli che devono affrontare le donne nel climbing e più sul celebrare la presenza femminile, oltre a condividere quella positività con gli altri. "Ci impegniamo veramente tanto per questo progetto, dovrebbe essere stressante", spiega Shauna. "Ma non lo è, sono sempre emozionatissima nel vedere tutte quelle donne che si impegnano duramente per raggiungere i propri obiettivi".

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TOKYO CALLING

In attesa di Tokyo, Shauna si è allenata molto duramente per tornare in perfetta forma. "Se ti infortuni, e vuoi comunque puntare all'oro, devi impegnarti molto di più per arrivarci", spiega. Secondo lei, riprendere ad arrampicare dopo un infortunio non ti rende più debole. "Non lo vedo come qualcosa che ti rende meno preparata rispetto al tuo avversario, in realtà ti rende più forte. Quando non raggiungi la sommità della parete da molto tempo, quel semplice gesto ti sembra una grande vittoria".

Come tutti, ha dovuto fermarsi durante la pandemia, e probabilmente ha persino tratto vantaggio dal periodo di pausa dalle competizioni per guarire completamente dagli infortuni e per risolvere un problema al polso. Per Shauna questi infortuni sono sempre stati un'opportunità di miglioramento, anche a livello fisico. Dice: "Ogni seduta di fisioterapia rappresenta un'occasione per dare il massimo e per cercare con tutta me stessa di fare progressi". Nello speed climbing ad esempio, sta provando ad andare più veloce di quanto sia mai riuscita prima.

In tutto quello che fa sono evidenti il coraggio, la positività e la voglia di rimanere con i piedi per terra, tutte caratteristiche importanti per spiegare la forza e la longevità della sua inaspettata ma straordinaria carriera. Tutto ciò grazie anche alla sua famiglia che non ha mai permesso che il successo le facesse perdere il contatto con la realtà! Quando sono insieme, continuano a chiederle di preparare tazze di tè per tutti. Adorano prenderla in giro quando appare in televisione e stanno già preparando scherzi e battute per Tokyo.

Cosa succederà quest'estate è ancora tutto da vedere. Come dice il suo coach: "Questa sicuramente non è la preparazione ottimale, ma Shauna è indubbiamente tosta e sembra sempre essere in grado di gestire bene la pressione". È famosa per la sua capacità di eseguire alcuni tra i movimenti più difficili al mondo facendoli sembrare semplici, mantenendo una calma incredibile mentre trova passaggi nascosti in una via e adattando i suoi movimenti di conseguenza.

È proprio questo genere di sintonia con la parete a ispirare Shauna. "Non si è mai trattato di battere gli avversari", spiega. "La mia mentalità è sempre stata 'cosa posso ottenere su questa parete?' Se dare il massimo è abbastanza per vincere, allora è perfetto".


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adidas / maggio 2021